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Per ogni esperienza c’è un tempo dell’attesa ed uno della ripartenza.
Infondo anche il respiro ce lo ricorda in ogni istante, attraverso il movimento di ispirazione  e pausa, espirazione e pausa e così via.
La vita ci ricorda un doppio valore: di saper procedere e di saper aspettare.

In ogni esperienza che ci ritroviamo a vivere
ci ripresentiamo alla vita…ci mettiamo in gioco ogni volta.

Con il nostro bagaglio esperienziale e il nostro stile personale ci presentiamo al momento, alla situazione presente. Ogni volta è un’opportunità per conoscere, per imparare…

Impariamo soprattutto dall’esperienza dell’attesa, quando dobbiamo aspettare di ripartire.
In questo periodo di “fase 2” si sta sperimentando tutto questo.

Molti lavori, molti interessi, attività sono in standby, in attesa di riprendere il loro movimento.
Questa dimensione non avendo una totale chiarezza, può creare inevitabilmente delle preoccupazioni. Ci si può sentire in ansia perché sospesi, nervosi.

Ma paradossalmente più vogliamo che passi velocemente il tempo, più ne avvertiamo la lentezza.
È un po’ come guardare l’orologio. Più lo guardi, più il tempo sembra non passare.

La percezione di dover stare nel presente, aspettando, dipende dal modo in cui viviamo attraversiamo questa esperienza. Da quanto siamo davvero disposti a stare e accogliere le emozioni che proviamo.

Quando avverti durante la giornata una sensazione ansiosa, di irrequietezza, non avere fretta di scacciarla. Accoglila, ascoltala senza giudizio. 

Se stai aspettando qualcosa di importante, attiva in te un processo di accettazione verso la situazione che stai vivendo. In parallelo per aiutare la mente a non appesantirsi di troppi pensieri, in modo consapevole scegli tu un tempo di riferimento per orientarti.

Così facendo, crei una sorta di accordo consapevole con te stesso, con la tua parte emotiva e quella razionale; accetti di “stare” senza coltivare l’ansia…sapendo che ti sei dato una sorta di promemoria orientativo, di fine attesa, a cui puoi far riferimento. 

In questo tempo di attesa puoi coltivare il rapporto con te stesso.

Per nutrire la tua centralità, vivere il qui ed ora con presenza, accettazione e sostegno, ti propongo una semplice pratica informale di Mindfulness, da praticare per qualche minuto, quando vuoi.

Pratica di Mindfulness
Prenditi qualche minuto per te. In posizione seduta o supina porta la mano sulla pancia. Chiudendo gli occhi percepisci il contatto tra il palmo della mano e questa parte del corpo. Resta in questo contatto, respirandoci insieme. Segui il flusso del respiro, inspirando ed espirando nota il movimento della pancia. Osserva le pause tra un inspirazione ed espirazione. Respira profondamente…concediti questo momento come dono.


da Ilaria Greco |12 maggio 2020