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La mente e il corpo sono legati, connessi tra di loro. Molti sono gli studi che confermano quanto il benessere dipenda dal modo in cui ci relazioniamo ai messaggi inviati da queste due parti.
Quando si entra in contatto con una situazione fastidiosa o semplicemente insolita , sia la mente che il corpo registrano segnali di allerta, tipo: stai attento!

Il corpo può segnalare uno stato ansioso attraverso sensazioni e tensioni fisiche; la mente invece lo fa mediante una raffica di pensieri preoccupanti, negativi ad alta capacità di riprodursi.

Molto spesso non ci si rende conto di questo mixaggio… tutto viene vissuto in modo ingombrante, direi totalizzante:  le emozioni, i pensieri e le sensazioni corporee manifestandosi tutte insieme tendono a creare un agglomerato che ci rende vulnerabili e poco disponibili a vedere la realtà per quella che è.

Per questo motivo risulta importante come primo passo riconoscere, osservare in modo consapevole e dare ascolto, senza giudizio, ad ogni singola manifestazione. Perché seppur fastidiosa ed invadente, l’ansia arriva per farci notare quale parte di noi stessi ha bisogno di cura e attenzione.

 Per gestire gli stati ansiosi occorre attivare un percorso di consapevolezza centrato sul riconoscere:

le emozioni  che proviamo;

le sensazioni che avvertiamo nel corpo;

il tipo di pensieri che sono presenti;

che reazione automatica  tendiamo ad attivare, se di fuga o scontro;

il bisogno personale che sta sotto.

 

Pratica di consapevolezza mindful

Quando ti trovi a vivere un momento d’ansia fermati un attimo, prendi nota senza giudizio o aspettativa delle sensazioni  fisiche, emozioni, pensieri che si manifestano e di come ti viene da reagire (reazione automatica) … e poi domandati:  di cosa ho davvero bisogno?

Abbraccia il bisogno che emerge. Restaci in contatto. Respiraci insieme. Dopo aver attraversato il momento di tensione ringrazia la stessa ansia per averti permesso di ascoltare te stesso.

da Ilaria Greco | 26 giugno 2020