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Chi l’avrebbe detto che nel giro di pochi mesi potesse scoppiare una pandemia. Vi erano delle previsioni su eventuali rischi di virus, ma molto su lungo margine. Nessuno si aspettava questa velocità di contagio, questa corsa.
Come quando hai un impegno, ma sei in ritardo e fai tutto al volo per arrivare in orario, così ci siamo trovati a vivere in casa da un giorno all’altro.
Una casa che diventa oggi il luogo da cui comunicare con il mondo.
Uno strappo rapido quello della quarantena. Le città fuori deserte da un momento all’altro. Abbiamo in questo momento smesso di abitare il fuori.

Tutto questo cambiamento repentino, improvviso ci porta ad aver bisogno di un adattamento lento, di una elaborazione emotiva graduale, in modo da assorbire i colpi presi e ricominciare a tornare a riabitare il mondo fuori. 

Oggi una nuova educazione è iniziata a prendere forma. Dopo l’educazione civica, alimentare, affettiva, ambientale, sessuale, fisica ecc ecc oggi nasce l’educazione si può dire “ antivirus” in cui si impara a rispettare le distanze, a fare attenzione al contatto, a evitare luoghi affollati, a proteggere il proprio respiro.

Nessuno era preparato a tutto questo. Nessuno era davvero pronto.
Eppure oggi siamo qui, ad attivare le nostre risorse straordinarie. Ognuno con il proprio modo, siamo qui.

Come tutte le volte che ci siamo trovati in difficoltà anche questa volta riusciremo ad affrontare anche questa vicenda.
Fa male incontrare oggi una persona e non potersi avvicinare, percepire quel vetro immaginario che ci distanzia l’uno dall’altro. In silenzio ci guardiamo per trovare la forza alla non colpa per un “scusami, non possiamo stare vicini”. Abbiamo bisogno di comprensione  e amorevolezza.

La vera sfida non è solo annullare i contagi quindi annullare il covid19, ma è anche imparare una nuova comunicazione antivirus proteggendo i legami le relazioni umane.
Abbiamo tanto bisogno di adattarci a questa nuova realtà, per creare un modo nuovo di esprimere la socialità che tanto ci appartiene.

Oltre a proteggerci la bocca e il naso con la mascherina, le mani con i guanti, abbiamo bisogno di proteggere il cuore dalla paura della separazione. 

Quando ci rincontreremo per strada, abbracciamoci con gli occhi e regaliamoci parole calde. Abbiamo bisogno di condividere, di restare umani.
Possa la distanza fisica trovare conforto nella vicinanza del cuore.

da Ilaria Greco |17 aprile 2020