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Quando ero piccola mi piaceva camminare lungo il muretto che costeggiava le aiuole del giardino di casa mia. Era sempre un gioco di novità per me, perché mi faceva sperimentare il “sottile confine” esistente tra il voler procedere con curiosità e l’essere cauta. Era un modo per essere nel momento presente, per sperimentare l’equilibrio.

Da persona adulta e psicoterapeuta, oggi ritengo che la consapevolezza di essere presenti – di stare in equilibrio – si crea e rinforza ogni volta che riconosciamo questo confine tra essere cauti ed essere curiosi. Attraverso un confine flessibile riconosciamo la relazione tra noi e l’altro, l’incontro tra elementi di una stessa esperienza, tra un passo e l’altro, tra un inspirazione e un’ espirazione…l’incontro tra il giorno e la notte… ecc ecc.

Da un punto di vista psicologico bioenergetico la nostra mente e il nostro corpo si trovano esposti a continui stimoli, provenienti dall’ambiente e ritracciabili a livello conscio e inconscio; alcuni di questi segnali possono attivare in noi una carica stressogena e caricarci a livello psico corporeo di tensione emotiva.

Quando ci facciamo prendere dall’ansia o da uno stato depressivo, creiamo in noi un accumulo di tensione emotiva mentale e corporea. Si crea confusione in noi perché i confini risultano annebbiati.

Come le piante, che per accogliere le sostanze nutrienti smaltiscono ciò che si accumula e risulta tossico, abbiamo bisogno di riconoscere cosa si è accumulato, quali stimoli risultano essere stressanti per noi; abbiamo bisogno di dare un nome a esperienza che abbiamo vissuto e stiamo vivendo. Questo ci aiuta a comprendere e ci permette di sciogliere piano piano il ristagno creato…ci aiuta a far fluire la parte interiore profonda.

Essere consapevoli significa riconoscere quali sono questi stimoli che generano stress, tracciare un equilibrio armonico tra mente e corpo, tra percezioni sensoriali e quelle cognitive.

In questo momento di attenzione epocale verso una pandemia misteriosa, chiamata Covid19, ci si trova ad esplorare un nuovo equilibrio, un nuovo modo di contattare l’ambiente. Di restare in ascolto con noi stessi, per accogliere i bisogni e saper smaltire le tensioni che facilmente possono accumularsi.

Diventa centrale per il proprio benessere rinnovare ogni giorno l’importanza di essere propositivi.

Stiamo vivendo una condizione tra “lo stare e il fare”, che da una parte ci invita alla cautela, a stare a casa e stare attenti per evitare il contagio, dall’altra ci invita a non rinunciare a fare i passi verso l’esplorazione interiore, a dare un senso ad ogni giornata, abbellendola con creatività, curiosità… poesia. Anche se siamo in un ambiente limitato, qual è la casa.

Dando spazio e riconoscendone il valore di entrambi creiamo in noi un equilibrio dinamico: una condizione di salute psicologica consapevole di bilanciamento tra stare e fare, tra mente e corpo, la quale ci può aiutare a fronteggiare e gestire i momenti di sconforto e sensibilità.

 da Ilaria Greco |7 Aprile 2020 |