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Vi è un’ attesa per ogni cosa. È la vita che ce lo chiede.
Se mi volto indietro al passato, se ripenso a tutte le volte che ho dovuto aspettare un dono, un arrivo, un incontro… provo un sentimento di tenerezza verso me stessa.

Eppure ogni volta è sempre la prima volta quando ciò che stai aspettando conta per te. Vi è sempre una carica emozionale che affiora.

Ma ci sono attese ed attese… c’è l’attesa del sorgere del sole, di una gravidanza…di una fioritura di una pianta… infinite sono le esperienze in cui dall’attesa nasce la vita stessa.

C’è poi l’attesa di una fila al supermercato, di parcheggiare, …

C’è l’attesa di un incontro d’amore… l’attesa di un progetto da realizzare, come di un lavoro, di un viaggio, di una casa.

È il valore che diamo ad un’attesa a fare la differenza.

Cambia il carico di investimento energetico, cambia la pazienza.
Oggi con la pandemia stiamo tutti sperimentando un nuovo tempo dell’attesa; un tempo che da una parte crea incertezze, dispiacere per una dinamicità, una libertà, una progettualita’ costretta a mettersi in standby o a rallentare, e che dall’altra ci sprona a lottare, a non rinunciare, ad avere pazienza.

5 passi per gestite l’ansia di dover aspettare

Quando la mente vaga troppo, l’ansia può prendere il sopravvento. Troppe domande possono creare troppe ipotesi, dunque attivare in te molta confusione e panico.

Davanti ad un dover aspettare di realizzare un progetto, se ti accorgi che i tuoi pensieri sono insistenti e ti creano ansia e preoccupazione, può risultare molto utile procedere tenendo conto dei seguenti passi :

PRIMO PASSO • Poniti poche domande, ma chiare.
SECONDO PASSO • Datti delle risposte concrete e semplici, senza pretendere di trovare la risposta perfetta.
TERZO PASSO • Mantieni una prospettiva; prendi appunti  se ti vengono idee creative sul futuro.
QUARTO PASSO • Accetta di stare nel presente, valorizzalo.
QUINTO PASSO • Prenditi cura dei tuoi interessi, attività che puoi realizzare oggi.

Aspettare non è un gesto spontaneo, ma un’esperienza cruciale dell’esistenza. Nel momento di sospensione conosci te stesso, entri in contatto diretto del tempo che intercorre tra il tuo desiderare e il tuo realizzare.

Infondo è proprio da quest’attesa che può nascere la consapevolezza e può rinnovarsi la fiducia verso di te, verso un’esperienza che può prendere forma, magari meglio di come te l’avevi prefissata.

da Ilaria Greco |14 Aprile 2020