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Mesi fa lessi un libro su una lumaca che mi incuriosì parecchio… un essere vivente che si autoregola con accettazione e spirito di adattamento.
Mi sorprese scoprire il suo modo di ascoltare e rispettare i propri bisogni; di concedersi dei tempi di riposo mediante un ritmo di muoversi lento, ma continuativo. Il suo essere nel presente con la consapevolezza che tutto procede, tutto ha un significato se si ha la pazienza di stare con se stessi.

Anche noi umani abbiamo delle straordinarie abilità, come per esempio l’intuizione. Se riusciamo poi a dare una motivazione valida alla situazione che stiamo vivendo, a dare un significato più profondo, più prezioso, allora diventiamo anche noi capaci di adattamento. Diventiamo resilienti.

Durante il mio percorso esperienziale e di formazione con la psicologia umanistica ed in seguito con la mindfulness, la “resilienza” ha rappresentato un grande punto di riferimento, un’ancora, un’espressione capace di aprire le porte alle prospettive ed accendere il motore delle risorse personali.
Straordinario è l’effetto che genera in noi.

Quando ci troviamo davanti ad un problema, ogni volta che siamo in difficoltà in un primo momento abbiamo bisogno di “raccoglierci”, di prendere un po’ contatto con ciò che stiamo vivendo. Abbiamo bisogno di prenderci cura delle emozioni che emergono e stiamo provando.
Ed è così che magicamente compare la resilienza: una forza che parte da dentro e ci sprona a reagire, ad accogliere tutte le idee e azioni utili che possiamo mettere in campo per affrontare, gestire, risolvere un momento delicato.

Oggi che stiamo vivendo questa esperienza di restrizione, il coronavirus rappresenta ciò che limita, non ci da modo di spaziare. A livello psicologico abbiamo bisogno di rispettare i movimenti emozionali e umorali che si presentano con questa situazione, di dargli un nome e respirarci insieme come segno di presenza, sostegno verso noi stessi.

Sentire le emozioni e respirarci insieme è  un modo per essere presenti. È un gesto d’amore verso noi stessi.

Ogni volta che ci concediamo questo incontro d’ascolto, ogni volta che abbracciamo senza giudizio ciò che stiamo provando vivendo, possiamo poi accogliere la forza vitale aprire la porta alla resilienza.

da Ilaria Greco |10 Aprile 2020