Torna all'archivio

In ogni esperienza vi è l’opportunità di imparare attraverso le emozioni che si provano.

Ogni nuovo cambiamento traccia con sé un ponte, in cui trova espressione il passaggio di un momento ad un altro.
Ci si affeziona alle situazioni che hanno una continuità.
Ci si adatta al ritmo che sperimentiamo dentro uno spazio e in un tempo.
Per due mesi abbiamo vissuto in un nido collettivo; la paura è stata accolta dal rifugio… abbiamo imparato a “stare dentro”.
Abbiamo imparato molte cose, e ne abbiamo dimenticato altre. 

Da un’esperienza ognuno porta con sé qualcosa di nuovo.

Come quando si torna da un viaggio, abbiamo bisogno di prenderci cura di tutto ciò che abbiamo vissuto, assorbito. Abbiamo bisogno di veicolare, incanalare tutta la carica energetica emotiva in modo nutriente per l’anima.

Ogni esperienza lascia con se una traccia. Sta a noi poi renderla un insegnamento, una risorsa, un dono per la nostra vita.

Il tempo è un grande nostro alleato, in quanto ci consente di adattarci, dare un significato all’esperienza vissuta.

Andare verso fuori…. È un po’ come fanno le tartarughe caretta che uscendo dal guscio si lanciano, direzionano verso il mare. Il loro modo di vivere ci insegna l’importanza della determinazione e della prudenza nel processo evolutivo.

Con prudenza oggi riprendiamo ad esplorare.
Seppur il rischio si fa sentire, siamo consapevoli dell’importanza di questa nuova apertura.
In questi mesi di lockdown abbiamo sperimentato lo stare dentro: l’attesa, l’incertezza, la perdita, ma anche la scoperta di due spazi:
uno spazio di maggiore attenzione con e per se stessi;
uno spazio con gli altri, all’insegna della condivisione oltre la distanza, l’unicità, l’uguaglianza di vivere una problematica comune. Ci siamo sostenuti a vicenda. Ci siamo sentiti gruppo.

Abbiamo riconosciuto il valore dell’Umanità; un valore che oggi ancora più di prima deve essere con noi, nell’esperienza nuova che andremo a vivere, come simbolo e pilastro per la vita.

Oggi stiamo riprendendo a muoverci, stiamo ri-imparando a camminare… come esseri appena nati finalmente stiamo uscendo dal guscio, dal nido.
Davanti a questa nuova esperienza ci si può sentire confusi, entusiasti, spaventati…
Con emozioni contrastanti, con nuove domande per la mente.
Tutto questo va accolto, accettato perché fa parte del processo dell’evoluzione esperienziale.

La riconquista dell’esplorazione apre la porta ad una nuova motivazione.

Ancoriamoci al presente, alla motivazione che ci porta ad andare verso fuori, rispettandone i confini, accettandone le emozioni, i pensieri e le sensazioni.
Possa questa nuova esperienza continuare a coltivare in noi la forza della condivisione, cooperazione, il coraggio consapevole.

da Ilaria Greco |18 maggio 2020